L’home staging (letteralmente, la “messa in scena” di un immobile) serve a mettere in evidenza i  punti di forza e a nascondere le debolezze di un immobile di fronte a un potenziale compratore e ad aumentare il suo valore percepito.

Divenuto ormai uno strumento molto potente di marketing immobiliare è importante sapere come utilizzarlo nella tua strategia di vendita.  Uno degli scopi primari dell’home stager è quello di stimolare l’immaginazione di chi acquista per far sì che riconosca quegli spazi come casa, di come potrebbe sfruttare al meglio arredando e decorando gli spazi a disposizione.

Ogni intervento di home staging ha due fasi:

  • Analisi e progettazione 

L’home stager visita l’immobile e lo studia: spazi, proporzioni, illuminazione, colori. Valuta pregi e difetti. Analizza il mercato, il target di riferimento, il luogo e i trend di consumo. Sulla base di questa ricerca, presenta una proposta di progetto, valutando tempi di realizzazione, costi e prezzo di vendita con e senza il proprio intervento.

  • Home staging fisico

Allestire l’immobile per i potenziali acquirenti serve ad aiutarli a farli “sentire a casa”. A vedere i pregi e a capire come minimizzare gli eventuali difetti. Se un immobile è poco luminoso, per esempio, l’home stager sceglierà i colori più adatti per pareti e arredi, studierà la giusta illuminazione e userà degli specchi per aumentare la luce.

Altre strategie possono far leva su quello che è l’aspetto emozionale del cliente, su aspetti come magari l’uso di un cuscino in più, o di determinati colori, ma anche profumi, che possono aiutare a rendere più accogliente l’alloggio stesso e soprattutto stimolare l’acquisto.